


LA SICILIA E' UNA BELLISSIMA TERRA CAPACE DI RACCONTARE STORIE INFINITE E LEGGENDE AFFASCINANTI. RACCONTI CHE EMOZIONANO E CHE LASCIANO IL SEGNO, CHE PROMETTONO STUPORE E DIVERTIMENTO...
Un giorno Galatea andò a trovare Aci e, mentre erano abbracciati stretti in un bosco, li vide Polifemo.Il Ciclope accecato dalla gelosia (Polifemo accecato ah ah ah) sradicò dal suolo un’enorme roccia e la lanciò addosso ad Aci, schiacciandolo.Il corpo del povero pastorello era, lì, sotto la roccia senza più vita.Galatea alla vista del suo amore gli si gettò addosso piangendo tutte le lacrime che aveva in corpo. Il pianto senza fine destò la compassione degli Dei che vollero attenuare il suo tormento trasformando Aci in un bellissimo fiume che scende dall'Etna e sfocia nel tratto di spiaggia, dove solevano incontrarsi i due amanti.
Molti paesini attorno a Catania prendono il loro nome dal povero pastorello Aci: Acitrezza, Acicastello, Acireale ecc.
Nell’immagine di presentazione del Blog è raffigurata Galatea che invoca gli Dei per poterla aiutare ed Aci morto, colpito da una roccia lanciata da Polifemo.
A piè pagina invece una parte della storia di Aci e Galatea.
A me questa storia piace...
Buon week end
La sconfitta degli arabi avvenne per opera di Ruggero, ultimo dei figli di Tancredi e fratello di Roberto detto il Guiscardo. E’ lui il conquistatore, il nostro eroe, il nostro principe azzurro. Lo immagino bellissimo, con una folta chioma bionda, barba incolta e sguardo ammaliante…lui si gira verso di me e dice…”salta sul mio cavallo bianco bella donzella”…Ahhhh
In realtà non aveva nessun titolo nobiliare, ma tanta era la sua fama e la stima che passò alla storia con il titolo di Gran Conte.
Fu il nostro primo re normanno.
Durante quel periodo, non si sa bene perché, in diverse leggende siciliane si parla di apparizioni di Santi e della Madonna. O meglio si sa il perché, i normanni ricristianizzarono
Ma tornando alla “famigghia”, il sig.Ruggero ebbe un figlio, Ruggero II. Alla morte di Ruggero II iniziò il “tramonto” dei normanni. Il figlio si chiamò Guglielmo I detto anche Guglielmo il malo, ed ebbe un figlio che, data la grande fantasia, si chiamò Guglielmo II detto anche il buono.
Si conclude qui la dinastia dei normanni, nel 1194, perché Guglielmo il buono non ebbe figli maschi. La zia Costanza d’Altavilla (figlia di Ruggero II) sposò il cattivissimo e bruttissimo Enrico IV ed essendo erede legittima di Ruggero II, alla morte di Guglielmo il buono, cominciò la storia degli Svevi in Sicilia.
Ma parliamo di Ruggero, il conte, quello che mi ha puntato gli occhi addosso :-) …c’è una leggenda anglosicula che dice che Ruggero si trovò un giorno su una spiaggia calabrese ed udì dei lamenti di schiavi, danze di guerra ed un forte odore di zagare. Venne a sapere che tutto questo proveniva dalla Sicilia, dove gli schiavi siciliani piangevano, gli arabi ballavano e gli aranci erano in fiore. A quel punto, il mio prode cavaliere fu preso da un attacco di bontà e decise di voler conquistare
Ma in questo progetto mancava una cosa fondamentale: la flotta.
Il nostro futuro re non aveva navi e si sedette sulla battigia aspettando che gli venisse un’idea. Fu allora che gli apparve la fata Morgana (quella di Re Artù) e disse a Ruggero che se voleva poteva trasportarlo lei in Sicilia col suo cocchio incantato.
Ruggero si rifiutò e Morgana battè la verga tre volte nell’aria, tirò tre sassi nel mare e
Allora chiese nuovamente a Ruggero se volesse essere accompagnato col suo cocchio, ed anche questa volta il mio bel cavaliere rifiutò (probabilmente perché sentiva che in Sicilia c’ero io che lo attendevo e non voleva tradirmi con la prima arrivata) dicendo <<
Detto questo la fata scomparve e dopo aver ottenuto (senza magia alcuna) le navi, salpò in Sicilia nel nome di Cristo.
Che uomo!!!!!
Dei discendenti parlerò un’altra volta. Tanto che fretta abbiamo???
Domani o il 14 agosto andate a Piazza Armerina, vale la pena vedere la rievocazione storica dell'ingresso e dell'accoglienza del conte Ruggero d’Altavilla nel paese.
Per saperne di più visitate questo sito http://www.paliodeinormanni.com
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male
San Giacomo il Maggiore dopo l'ascesa di Gesù al cielo iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna spingendosi fino in Galizia, remota regione di cultura celtica all'estremo ovest della penisola iberica. Terminata la sua opera Giacomo tornò in Palestina dove fu decapitato per ordine di Erode Agrippa nell'anno 44. I suoi discepoli, con una barca, guidata da un angelo, ne trasportarono il corpo nuovamente in Galizia per seppellirlo in un bosco vicino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona. Nei secoli le persecuzioni e le proibizioni di visitare il luogo fanno si che della tomba dell'apostolo si perdano memoria e tracce. Nell'anno 813 l'eremita Pelagio (o Pelayò), preavvertito da un angelo, vide delle strane luci simili a stelle sul monte Liberon, dove esistevano antiche fortificazioni probabilmente di un antico villaggio celtico. Il vescovo Teodomiro, interessato dallo strano fenomeno, scoprì in quel luogo una tomba, probabilmente di epoca romana, che conteneva tre corpi, uno dei tre aveva la testa mozzata ed una scritta:"Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé". » | |
Per questo motivo si pensa che la parola Compostela derivi da Campus Stellae (campo della stella) o da Compos Tellum (terreno di sepoltura).